Il Canada ha invertito la rotta sulle tariffe per i veicoli elettrici di fabbricazione cinese, aprendo una finestra di importazione limitata che consentirà a un massimo di 24.500 unità di entrare nel paese a un tasso tariffario del 6,1% fino ad agosto 2026. Questo cambiamento di politica segue una precedente mossa dell’ottobre 2024 per imporre una tariffa aggiuntiva del 100%, fermando di fatto le esportazioni cinesi di veicoli elettrici.
Questo cambiamento segnala una strategia deliberata per bilanciare il protezionismo economico con la domanda dei consumatori di veicoli elettrici a prezzi accessibili. Il governo canadese prevede ora di espandere la quota a 70.000 veicoli entro il 2030, con il primo ministro Mark Carney che suggerisce che oltre la metà di queste importazioni avrà un prezzo inferiore a 35.000 dollari canadesi (circa 25.700 dollari).
BYD prende l’iniziativa
BYD, il principale produttore cinese di veicoli elettrici, ha già presentato documenti normativi a Transport Canada per esportare veicoli dalle sue fabbriche di Shenzhen e Xi’an. I permessi di importazione verranno concessi in base all’ordine di arrivo. Questa mossa pone BYD in una posizione privilegiata per trarre vantaggio dal rinnovato accesso al mercato.
Perché il cambiamento?
L’inversione di rotta è guidata sia dalle realtà economiche che da considerazioni politiche. Prima delle tariffe, le esportazioni cinesi di veicoli elettrici in Canada erano aumentate: una crescita del 751% nel 2023, con 41.700 veicoli spediti. Le importazioni sono passate da meno di 100 milioni di dollari canadesi nel 2022 a 2,2 miliardi di dollari canadesi nel 2023, guidate principalmente dalle spedizioni di Tesla Model Y dalla Cina.
Le tariffe sono state chiaramente efficaci nel fermare il flusso di veicoli elettrici a prezzi accessibili. Dopo la loro implementazione, le esportazioni sono crollate del 92% nel quarto trimestre del 2024. Tuttavia, la politica ha anche sconvolto le forze di mercato e potenzialmente limitato la scelta dei consumatori.
Oltre BYD: una tendenza più ampia
Altre case automobilistiche cinesi si stanno preparando a seguire l’esempio. Chery Automobile sta reclutando attivamente per posizioni ingegneristiche e normative rivolte al mercato canadese. Ciò indica una spinta più ampia da parte dei produttori cinesi a penetrare nel Nord America.
Il momento coincide con la crescita esplosiva delle esportazioni automobilistiche della Cina. Nel 2025, la Cina ha spedito la cifra record di 7,098 milioni di veicoli, in crescita del 21,1% su base annua, inclusi 2,615 milioni di veicoli a nuova energia (un aumento del 103,7%). Ciò dimostra il crescente dominio della Cina nella produzione automobilistica globale.
Rimangono ostacoli normativi
Nonostante le tariffe agevolate, BYD e altre case automobilistiche cinesi devono ancora affrontare rigorosi standard di sicurezza e conformità canadesi prima di ottenere il pieno accesso al mercato. Questi includono requisiti per la sicurezza dei veicoli a motore, le prestazioni della batteria, la compatibilità della ricarica e la sicurezza dei dati.
Resta da vedere l’impatto a lungo termine di questo cambiamento politico, ma è chiaro che il Canada sta cercando di bilanciare le relazioni commerciali con le proprie esigenze economiche e di consumo nazionali. La rinnovata finestra di importazione offre un’opportunità strategica per i produttori cinesi di veicoli elettrici, fornendo allo stesso tempo ai consumatori canadesi opzioni più convenienti nel mercato dei veicoli elettrici in rapida espansione.






























